Senza Inchiostro

10 gennaio 2010

L’ Estremo Oriente e l’ invisibile mafia.

Filed under: Cultura — rorysirianni @ 2:31 PM
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Neanche Falcone e Borsellino avrebbero voluto essere degli eroi. E di certo il pensiero non ha sfiorato Saviano. Eppure, chiunque cerchi di dire la verità sulla mafia, chiunque abbia compreso che quanto comunemente si sa di essa , altro non è che la punta di un immenso iceberg, nascosto in un mare che si chiama omertà, sembra inevitabilmente esservi destinato. Chissà poi perchè. Non si tratta di una sub – cultura sconosciuta? Nessuno la vede. Nessuno la sente. Nessuno sa. Ma poi per essa si muore.

 Certo sarebbe tutto più semplice. Più easy. Andare alla ricerca di Tony Montana è gioco facile. Abito esageratamente bianco; camicia rossa che lascia intravedere il petto ed una collana di grossolana fattura; fiore all’ occhiello o fazzoletto, poco importa, purchè il pendant sia ineccepibile.Sigaro. Preferibilmente spento. Mitra ben in vista. Di certo il sovraffollamento delle carceri aumenterebbe.

Ma se ad essere ricecati sono gestori di night, commercianti, chef, pizzaioli o ancora pastori ecco che il gioco non è più finzione. Diventa realtà.

Quando parliamo di Camorra, anzi di Sistema, è con una miscela di tradizione contadina e fiuto imprenditoriale che ci scontriamo.Questo sono i Casalesi. Da Casal di Principe, a Casapesenna a San Cipriano d’Aversa, quello che fuori è cinema e delirio, qui è realtà.

Dall’ analisi dettagliata del fenomeno camorrista che Saviano regala all’ interno del suo “Gomorra”, emerge un primo dato importante. Anche le mafie si evolvono. Migliorano. E ormai di italiano hanno solo il nome e il sangue. Il capitale traducibile in milioni e milioni di euro è altrove. Dove? All’ estero e poi nel Nord Italia. A sud restano i cadaveri.

Potere e ricchezza, violenza e controllo capillare costituiscono l’architettura di questo enorme fenomeno dove lecito e illecito non hanno confine, dove principi giuridici, leggi, stato di diritto non esistono. Gli stessi imprenditori che operano nella “legalità” hanno bisogno di manodopera a costo quasi zero procurata dal Sistema e non potrebbero perciò vivere senza di esso. Saviano dimostra così che l’illegale sta alla base di ciò che appare legale. E che la Camorra, come le alte mafie è derivazione degli altri poteri.

 Il libro si apre e si chiude nel segno delle merci e del loro ciclo di vita. Tutto passa dal porto di Napoli, “buco del mappamondo”- scrive Saviano- “da dove esce quello che si produce in Cina, Estremo Oriente”. Senza dimenticare i traffici verso Est, dove i casalesi hanno centinaia e centinaia di ettari di terreno, o ancora, i paesi africani. Il viaggio nell’ impero economico, proposto da Saviano, testimonia come la mafia abbia varcato i confini nazionali ed abbia attecchito laddove lo Stato è più debole della criminalità.Così come avviene in Calabria, Campania, Sicilia, dove la Cosa Pubblica non viene gestita come dovrebbe.Questo il motivo per cui, l’ Estremo Oriente non appare poi più così lontano allo scrittore partenopeo. Allo stesso modo, oggi più ieri,  c’ è chi quell’ invisibile mafia la vede benissimo.

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